venerdì 12 dicembre 2014

Re: CHILI vi porta nell’occhio del ciclone



Inviato da iPad

Il giorno 12/dic/2014, alle ore 17:45, "Newsletter Chili" <noreply@chili-tv.it> ha scritto:

Into The Storm

Silverton viene colpita da una serie di devastanti tornado, ma gli esperti sono convinti che il peggiore di tutti debba ancora arrivare.
Mentre una parte della popolazione cerca un rifugio sicuro, alcuni spericolati attendono invece con ansia ed eccitazione l'evento, in cerca della foto e del video perfetti.
Un viaggio nell'occhio del ciclone per vivere una delle esperienze più estreme mai raccontate
Su CHILI a noleggio e in vendita, anche in HD+!

PRIME VISIONI
Liberaci dal male   Adieu Au Langage   Viaggio al nord   Jingle All The Way   Repentance  
Liberaci dal male Adieu Au Langage   Viaggio al nord   Jjingle All The Way 2   Repentance
I PIU VISTI
Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie   Hercules il gueriero   Maleficent   Planes 2 - Missione antincendio   Transformers 4 - L'era dell'estinzione  
Apes Revolution
Il pianeta delle scimmie
Hercules il guerriero   Maleficent   Planes 2
Missione antincendio
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L'era dell'estinzione
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Prime visioni Dicembre
Animal Animation
Freddo polare
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Supercondriaco   Senza uscita   Poliziotto in prova   Un amore senza fine   About Last NIght  
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Le grandi collezioni CHILI

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Re: Partita iva: meno male che il tumore mi è venuto al seno


Daniela ha una partita Iva e un cancro al seno. E chiede che non ci siano malati di serie A e di serie B

 


Mi chiamo Daniela Fregosi e mi occupo dal '92 di formazione aziendale come libera professionista con partita iva. Fin dal momento della diagnosi di cancro al seno, intuendo le difficoltà che mi aspettavano, ho cominciato a mettere in atto una serie di strategie di adattamento: ho iniziato a informarmi su quali potessero essere gli "ammortizzatori sociali" a cui avevo diritto consapevole che, anche se tutto andava bene, sarei stata fuori gioco per un bel po' (come è poi accaduto). 

Ma nessuno sapeva nulla sui miei diritti di lavoratrice autonoma. Mi sforzavo di dire a destra e manca che ero una libera professionista e che questo tumore al seno non aveva su di me lo stesso effetto che poteva avere su una dipendente. Ma niente, nessun consiglio mi arrivava dai medici e dal commercialista. E' iniziato allora per me un viaggio terrificante con i patronati che fanno quello che possono con code interminabili di utenti in cerca di informazioni, call center Inps cui devi spiegare tu l'ultima circolare del maggio 2013 sui lavoratori autonomi e che ti ringraziano pure per l'informazione. Insomma, meno male che sono bella sveglia, che il tumore mi è arrivato alla tetta e non al cervello e che so navigare su internet.

Ma c'è anche la beffa. Mi sono dovuta difendere anche da un mantra ricorrente tuttora "Ma come, non ce l'hai un'assicurazione privata?". Una cosa così la chiedono solo ai liberi professionisti, tutti convinti che, siccome ce la spassiamo a far quello che ci pare, a non avere padroni, ad evadere di brutto e arricchirci alla faccia degli altri poveri lavoratori, il minimo è che cacciamo i soldi almeno per le assicurazioni private e non rompiamo troppo le scatole all'Inps, anche se abbiamo un tumore. Sì, l'assicurazione malattia ce l'ho ma visto che dal 1997 l'Inps ha reso obbligatori i versamenti e l'aliquota è passata dal 10% all'attuale 27,72%, i soldi doppi per pagare tutto un qualsiasi autonomo non ce l'ha. E' già grasso che cola se riesce ad avere una piccola assicurazione malattia con premi bassi che non copre quasi nulla (giusto la degenza ospedaliera, non certo mesi e mesi di terapie per un cancro).

Mi sono letta innumerevoli guide e libretti informativi per pazienti oncologici dove venivano descritti i diritti dei lavoratori. Tutte le informazioni riguardano i dipendenti: di noi neppure un cenno. Come se non esistessimo. Come se in Italia non ci fosse il popolo delle P.Iva. Ma un paziente oncologico non è un paziente oncologico e basta? No, esistono malati di cancro di serie A e di serie B. Noi siamo di serie B e per noi gli articoli 3-32-38 della Costituzione sono opzionali. Dato che come lavoratrice autonoma non esisto ho iniziato la mia disobbedienza fiscale rifiutandomi di pagare l'acconto dell'Inps che arriva regolare a dicembre di ogni anno. 

Chiedo a nome mio, di tutti i lavoratori autonomi e di ACTA l'Associazione Consulenti del Terziario Avanzato cui appartengo e che mi sostiene, che venga rispettata la Costituzione Italiana e che sia data anche agli autonomi la possibilità di una malattia dignitosa: diritto ad una indennità di malattia che copra l'intero periodo di inattività, il diritto ad un'indennità di malattia a chi abbia versato all'INPS almeno 3 annualità nel corso della sua intera vita lavorativa, un indennizzo relativo alla malattia uguale a quello stabilito per la degenza ospedaliera quando ci si deve sottoporre a terapie invasive (chemio, radio etc), il riconoscimento della copertura pensionistica figurativa per tutto il periodo della malattia e la possibilità di sospendere tutti i pagamenti (INPS, IRPEF), che saranno poi dilazionati e versati a partire dalla piena ripresa lavorativa, così come l'esclusione dagli studi di settore.

Grazie,

Daniela Fregosi via Change.org